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Che cos’è il programma educativo IB? Una sintesi per i genitori

Un anno fa, l’espressione “International Baccalaureate” non significava granché per me e da allora ho cercato di capirne il significato. Che cos’è esattamente il programma IB e cosa lo rende unico? Dopo aver partecipato all’evento della serie formativa tenutosi la scorsa settimana presso La Scuola, ne sono uscita con una comprensione più approfondita e un nuovo apprezzamento per il programma IB.

Laura Munaro (insegnante delle classi 1-3 e coordinatrice del PYP,La Scuola) e Simon Clark (vicedirettore e coordinatore del PYP,Shu Ren) hanno tenuto una presentazione dal titolo “Che cos’è l’educazione IB?” e hanno illustrato in modo eccellente, utilizzando esempi tratti dalle rispettive scuole, come questa si concretizzi nella pratica. Dal pubblico è emerso chiaramente che parte della confusione riguardo all’approccio IB riguarda la questione di come si riesca effettivamente a far apprendere ai bambini ciò che devono imparare, dato che l’approccio può apparire molto libero e poco strutturato. Hanno spiegato che sanno cosa insegneranno e da dove partiranno, e conoscono anche i risultati desiderati, ma non sanno come ci arriveranno – quali attività useranno per insegnare ai bambini – finché non avranno compreso quali sono i loro interessi (ciò che viene definito “valutazione iniziale” all’inizio di un’unità di indagine). In altre parole, il percorso è un mistero: cosa c’è di meglio per incoraggiare l’apertura mentale e il pensiero creativo? Sir Ken Robinson è d’accordo: «Dobbiamo cambiare il paradigma dell’istruzione allontanandoci da una mentalità da catena di montaggio».

Questa spiegazione dettagliata di come gli insegnanti valutino i bambini per capire da dove partire e poi costruire su quell’apprendimento per raggiungere i risultati desiderati mi ha chiarito un paio di cose. Innanzitutto, ho finalmente compreso il concetto, un po’ astratto, di costruttivismo: gli insegnanti costruiscono letteralmente sull’apprendimento del bambino, concentrandosi sul punto in cui si trova e su ciò che lo coinvolge, per insegnargli la nozione successiva. Inoltre, affrontano il concetto da molteplici aree di studio utilizzando un approccio transdisciplinare (il diagramma mostrato illustra questo concetto – e date un’occhiata alla presentazioneper saperne di più); fornendo al bambino collegamenti e relazioni pertinenti che consentono all’apprendimento di radicarsi in modo ancora più profondo e duraturo.

Questo spiega perché l’IB sia sempre più rilevante nel mondo di oggi. Come tutti sappiamo, il mondo sta cambiando rapidamente e diventa sempre più “piccolo” di minuto in minuto. L’attenzione dell’IB all’integrazione dei concetti al di là dei tradizionali compartimenti stagni, così come la sua visione internazionale di ampio respiro, preparano i ragazzi a diventare cittadini del mondo creativi e capaci di risolvere i problemi.

Si è parlato anche del metodo Reggio e dell’IB, e delle somiglianze tra i due. Soprattutto, entrambi mettono il bambino al centro e ritengono che i bambini siano intelligenti e capaci. Valentina Imbeni, direttrice della scuola, ci ha dato un ottimo consiglio quando ha accennato alla “genitorialità Reggio”. Ha detto che cerca sempre di rispondere alle domande dei suoi figli con altre domande: provateci anche voi!

Inutile dire che si tratta di un argomento molto vasto, quindi questo è solo un breve accenno, ma spero che vi abbia stimolato a saperne di più. Vi invito a dare un’occhiata alla presentazionee al sito web dell’IB.

Concludo con una frase di Simon… Ha descritto com’è entrare in una scuola IB: si vedono ragazzi entusiasti, curiosi e coinvolti. Mi piace come suona!